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Iniziative centenario
Testamento spirituale

La formazione
La scelta vocazionale
Gli anni dal 1931 al 1943
Gli anni dal 1943 al 1952
La stagione del Concilio
Gli anni dal 1965 al 1976
Gli ultimi anni
Profilo spirituale I
Profilo spirituale II
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2 - Verso un’impegnativa scelta vocazionale
Lo scenario nazionale, nel frattempo, diveniva sempre più cupo. Salito al potere nel 1922, il Partito Nazionale Fascista di Mussolini, nella seconda metà degli anni Venti, soppresse le fondamentali libertà democratiche, imboccando la via senza ritorno del totalitarismo. Con la Chiesa i rapporti restavano difficili, specialmente in ordine alla questione giovanile. Il regime intendeva, infatti, esercitare un’egemonia sulla gioventù, ma trovava ostacoli nella presenza di un robusto associazionismo ecclesiale, con in prima fila la Gioventù Maschile e quella Femminile di Azione Cattolica. A farne direttamente le spese fu lo scautismo cattolico, soppresso nel 1928. Sul piano giuridico-istituzionale, le relazioni fra Stato e Chiesa, rimaste per decenni incrinate dalle vicende connesse alla fine dello Stato Pontificio e alla formazione del Regno d’Italia (1859-1870), furono ristabilite tramite i Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929. L’intesa non impedì però l’insorgere di tensioni sempre intorno al nodo dei giovani cattolici, come si verificò ancora nel 1931. Contro la protervia del fascismo, che intendeva imbavagliare la Gioventù Cattolica, intervenne lo stesso Pio XI con l’enciclica Non abbiamo bisogno.
In quell’anno turbolento, Lazzati giunse a un’importante decisione vocazionale. Così la presentava negli appunti degli Esercizi spirituali del mese di maggio: “Ho scelto come mio stato la vita del celibato. Sento ogni momento la grandezza e la sublimità di questa grazia di Dio giacché, grazie alla castità, potrò unirmi più a Lui, cui consacro anima e corpo, ed esercitare apostolato più largo ed efficace. Debbo però ricordare che su tale via si deve camminare nella preghiera continua e nel sacrificio. M’assista la grazia di Dio e la Mamma celeste”.
Conseguenza di tale passo fu l’adesione ai Missionari della Regalità di Cristo. Questo Sodalizio, fondato da padre Gemelli nel 1928, accoglieva laici consacrati di varia estrazione socio-culturale, impegnandoli in un’intensa vita spirituale e dedizione apostolica, con particolare riguardo all’Università Cattolica, a iniziative ad essa collegate (come l’Opera della Regalità) e all’Azione Cattolica.
Nel novembre 1931 Lazzati si laureò con pieni voti, discutendo una tesi di Letteratura cristiana antica su Teofilo d’Alessandria. Venne quindi invitato dal titolare della cattedra, il salesiano Paolo Ubaldi, a proseguire nell’attività di ricerca e di collaborazione accademica.
Conseguì la Libera docenza nel 1939, dopo di che ottenne, in Università Cattolica, i primi incarichi d’insegnamento della disciplina abbracciata con passione e sempre maggiore competenza. |