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Iniziative centenario
Testamento spirituale

La formazione
La scelta vocazionale
Gli anni dal 1931 al 1943
Gli anni dal 1943 al 1952
La stagione del Concilio
Gli anni dal 1965 al 1976
Gli ultimi anni
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Profilo spirituale II
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6 - Gli anni dal 1965 al 1976
Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
Da metà anni Sessanta la vita di Lazzati conobbe un progressivo incremento delle incombenze universitarie. Eletto nel 1965 preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica, di lì a breve venne nominato in seno al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Nel giugno 1968 succedeva all’amico Ezio Franceschini nella carica di rettore. L’ateneo stava attraversando un momento difficile per la contestazione studentesca, ormai propagatasi a macchia d’olio in tutto il Paese. Il nuovo rettore riuscì a governare la situazione in modo fermo e, nel medesimo tempo, dialogante con professori e studenti, maturando, per altro, la convinzione secondo cui occorreva comprendere le ragioni profonde della rivolta, a suo giudizio soprattutto di natura culturale. Un motivo in più, questo, che lo rendeva persuaso della necessità d’investire sulla formazione dei giovani.
Lazzati fu confermato rettore per cinque mandati consecutivi, sino al 1983. Sotto la sua guida l’Università Cattolica conobbe una crescente fase espansiva. Egli era del parere che l’ateneo dovesse sempre meglio qualificarsi per il continuo confronto fra ricerca scientifica e fede, al fine di proporre un progetto di cultura cristiana in grado di dialogare con il pensiero contemporaneo e d’illuminare sia l’indagine promossa dalle singole discipline sia la presenza dei cattolici nella vita civile. In questo senso va vista anche l’attivazione del Dipartimento di Scienze religiose. Significativi al riguardo furono pure i rilanci tanto degli annuali Corsi universitari di aggiornamento culturale, che ebbero il momento più alto in quello di Verona (settembre 1977) sulla laicità, quanto della storica rivista “Vita e Pensiero”. Lazzati operò perché l’Università dei cattolici italiani rinsaldasse sempre più i vincoli con le Chiese e le comunità locali, avvalorando un’attività di formazione permanente, soprattutto tramite i Centri di cultura dislocati in diverse città italiane.
Nuovi incarichi ecclesiali
Durante il pontificato di Paolo VI gli impegni del Professore s’infittirono anche a livello ecclesiale. Nel febbraio 1968 fu nominato Consultore della Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari; incarico poi costantemente confermato. La questione degli Istituti Secolari, con i relativi problemi riguardanti il loro statuto canonico, teologico ed ecclesiale, gli stava molto a cuore. Va ricordato, fra l’altro, che fu proprio per l’interessamento di Lazzati se nel Decreto conciliare Perfectae caritatis, sul rinnovamento della vita religiosa, si riuscì, in extremis, a introdurre la fondamentale precisazione secondo la quale gli Istituti Secolari non sono Istituti Religiosi, pur comportando “una vera e completa professione dei consigli evangelici nel secolo” (n. 11). L’episodio fa comprendere quanto occorresse ancora lavorare per chiarire natura e missione di questo tipo di consacrazione laicale. Da qui la progressiva maturazione dell’esigenza d’incontrarsi fra i vari Istituti per intraprendere un comune cammino di riflessione e confronto. Nell’aprile 1968 Lazzati presiedette il Comitato preparatorio e il primo Congresso mondiale degli Istituti Secolari, celebratosi a Roma nel 1970. In quella circostanza tenne la relazione su “Consacrazione e secolarità”.
Sempre nel 1968, venne chiamato a far parte della Commissione per la revisione del Codice di Diritto Canonico. Il testo, licenziato da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983, forniva una visione finalmente adeguata degli Istituti Secolari (cfr. canoni 710-730), alla cui definizione contribuì non poco l’impegno di riflessione a lungo coltivato dallo stesso professor Lazzati.
Fra i suoi incarichi ecclesiali ricordiamo ancora la nomina (1973) a Consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica, confermata nel 1978 per un ulteriore quinquennio.
Nel 1976, sempre più oberato dagli impegni universitari e non, Lazzati lasciava la presidenza dell’Istituto Secolare (dal 1969 denominato “Cristo Re”), essendosi persuaso che il testimone poteva essere adeguatamente raccolto da altri.
Risale al 1976 anche il primo Convegno della Chiesa italiana, su “Evangelizzazione e promozione umana”. Il Professore fu nella presidenza del Comitato promotore dell’incontro, che costituì un momento alto di dibattito e confronto fra cattolici, in una stagione segnata da dinamiche sempre più complesse: secolarizzazione galoppante; inquietudini nella società civile, con il progressivo accentuarsi di gravi fenomeni di devianza socio-politica; effervescenze nelle comunità cristiane, alle prese con persistenti forme di contestazione e con la nascita di nuovi movimenti ecclesiali.
Nonostante i gravosi impegni, Lazzati continuò a rendersi disponibile per l’attività educativa, che tanta parte ha avuto nella sua vita.
Dai primi anni Settanta l’Eremo di San Salvatore, sopra Erba, divenne la sede da lui privilegiata per l’incontro con i giovani, vera e propria “cattedra” di educazione cristiana. Vi tenne incontri formativo-spirituali a ogni prima domenica del mese; promosse Corsi di orientamento vocazionale; diede vita, con l’Azione Cattolica di Milano, a una sperimentale “Scuola della fede” (1975-’76). |