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Ricordo di Angelo Viganò

“Il servizio più specifico, che ai consacrati oggi è richiesto, è di andare incontro alla più grande povertà del nostro tempo: a causa del rifiuto di Dio, molti oggi hanno smarrito il senso della vita. Il consacrato si pone in mezzo a loro come vivente profezia dell’amore salvifico di Dio e, per ciò stesso, come testimone di gioia e di speranza, come costruttore di futuro nelle prospettive del Regno”. (Giovanni Paolo II)
Tutto questo Angelo lo intuiva e cercava di viverlo da tempo, grazie soprattutto all’incontro quotidiano con Dio, nella preghiera personale e comunitaria, quella preghiera stessa che a mò di ponte gli ha consentito di passare direttamente, durante la recita mattutina delle Lodi da questa vita alla contemplazione immediata ed eterna del Volto trinitario di Dio.

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