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Stefano Lamperti

Lamperti

Nerviano (Milano) 18 agosto 1926 – 1960 - Legnano 26 gennaio 2004

Simpatico, sensibile, esigente ad oltranza secondo i suoi punti di vista.
Cresciuto in una modesta famiglia con buona educazione da parte dei genitori, preghiera e meditazione quotidiana, frequenza ai sacramenti, serietà nella vita privata e sul lavoro, disponibilità ad impegnarsi in Oratorio e nell'Azione Cattolica.
Pensando alla scelta vocazionale, fu indirizzato da don Cesare Volontè al nostro Istituto nel quale riconobbe la possibilità di mettere a frutto le sue aspirazioni: darsi al servizio del prossimo con fini apostolici.
La carità era il movente dei suoi molteplici impegni con lo stile peculiare della nostra vocazione, le sue attività lo ha visto coinvolto in vari ambiti: associativo, lavoro, sindacato e politica.
Operaio modellista alle Officine Tosi di Legnano, frequentò tre corsi di avviamento professionale, di disegno e specializzazione, divenendo poi impiegato tecnico – reparto caldaie. La coerenza al suo essere attivo rappresentante sindacale in azienda gli precluse alcuni miglioramenti economici e di carriera professionale ma la sua natura e soprattutto ai suoi principi morali non consentivano deroghe.
Fu amministratore comunale a Nerviano per due legislature, Assessore all’anagrafe nel 1958 e all’urbanistica nel 1963. Incarico quest’ultimo corrispondente alla delicata stesura del piano regolatore generale del Comune che, per suo interessamento, destinò un’ampia area per attività industriali e quindi favorendo pressoché subito la presenza di queste attività (ad esempio la prestigiosa ditta mecanottica Salmoiraghi nel 1970 con 800 dipendenti).
Questo in sintesi il ricordo di Carlo Chiappa, sindaco nel periodo in cui Stefano svolse il suo mandato:"Stefano Lamperti era sempre presente e attento ai problemi della gente con una visione unitaria della vita e dei problemi. Sapeva discernere il giusto dall’ingiusto. Metodico e puntuale negli impegni che svolgeva con grande passione e capacità. Sentiva tutti, si interessava sempre agli altri, non per curiosità ma per poter offrire qualche aiuto".
Le sue generose manifestazioni di carità lo hanno portato a organizzare con Antonio V., Ginetto e Momi, alcuni viaggi nel sud Italia per visitare i fratelli dell'Istituto più lontani; le visite a Natale e Pasqua alle mamme o sorelle anziane dei membri della nostra Comunità; le frequenti telefonate a diversi fratelli dell’Istituto.
Stefano amava l’Istituto e più volte è stato visto soffrire con le lacrime agli occhi perché temeva venisse meno lo spirito originario, soprattutto in ordine alla povertà (sovente intesa come stile di vita uguale per tutti e non in modo personale, nella linea delle Costituzioni).
L’età pensionabile dal 1986 gli ha consentito di ampliare i tempi di preghiera, in particolare quelli di adorazione in Chiesa, edificando lo stesso Parroco, che durante il funerale ha espresso il suo stupore per le tante ore di preghiera che Stefano trascorreva in Chiesa, a volte con il breviario e da buon allievo di Luigi Dossi più volte con la corona del Rosario.