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Emilio Angelo Binda

Emilio Binda

Luvinate (Varese) 12 aprile 1930 – 1954 – 1 ottobre 2018

Dopo una malattia che durava da un anno circa e lo aveva visto bisognoso di trasfusioni a causa di carenza di globuli rossi nel sangue ed un ricovero in ospedale di qualche settimana per accertamenti, Emilio si è spento lunedì 1 ottobre, alle prime luci dell’alba, nel giorno della festa di S. Teresa di Lisieux.
Con santa Teresina del bambino Gesù, il cui ritratto spicca nell’ambone della sua Parrocchia, Emilio aveva in comune una certa staticità. Nonostante S. Teresa non si mosse mai dal suo convento, è diventata patrona delle missioni. Così Emilio, che non amava molto spostarsi dalla sua Luvinate era in contatto però con il mondo intero, scriveva lettere all’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro per chiedergli di diminuirsi lo stipendio, all’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, consigliandogli di non trascurare la sua famiglia, al Cardinal Carlo Maria Martini e a tanti altri.
Sapeva raggiungere sempre gli amici dell’Istituto con telefonate, lettere, mille attenzioni; il suo sguardo comprensivo ed accogliente rendevano semplice il dialogo e le confidenze, la sua parola saggia e concreta, il suo ottimismo contagioso ti rimetteva in marcia contento.
È stato un padre per molti di noi e non solo, nella sua vita ha aiutato tanti a trovare la propria vocazione nel vasto campo del Signore.
Molti lo conobbero durante un corso vocazionale all’Eremo San Salvatore Sopra Erba insieme al prof. Giuseppe Lazzati. Emilio coordinava i gruppi dei giovani, mediamente una trentina, con decisione ma con grande delicatezza. Era sempre presente, con il suo sorriso sapeva prendersi cura di ognuno e dopo teneva i rapporti con i giovani, con la sua puntuale corrispondenza e loro si fidavano di lui perché vedevano la sua grande generosità ma soprattutto intuivano che li aiutava veramente nella scelta, non imponeva mai nulla, cercava il bene di ognuno.
Alcuni ancora lo chiamavano per un incontro, per un consiglio, lui non si è mai negato, anche nei momenti di minor salute, donava il suo tempo agli altri ed era dimentico di sé.
Grazie al contributo di Emilio, i corsi di orientamento vocazionale furono numerosi, c’era come un passaparola e anche i preti sapevano aiutare i giovani invitandoli a partecipare ai corsi che proponevano loro come impegnarsi nel regno di Dio, come buoni sposi, come sacerdoti, religiosi oppure da laici consacrati nel mondo.
Con il prof. Lazzati c’era un rapporto molto simpatico, Emilio faceva rispettare bonariamente ma in maniera accurata gli orari degli incontri ed il professore lo prendeva gioiosamente in giro.
Aveva studiato all’Istituto Superiore Feltrinelli per Periti tessili a Varese. Professionalmente è stato impiegato presso la tessitura Majocchi, assumendo successivamente il ruolo di Direttore tecnico, responsabilità che non gli ha fatto mancare problemi, legati a tale posizione.
Nonostante l’impegno lavorativo, Emilio ha dedicato molto tempo nell’amministrazione del suo Comune e del territorio limitrofo. Ha svolto diversi incarichi: consigliere e assessore, fino a ricoprire la carica di Sindaco di Luvinate nel periodo dal 1983 al 2001, Presidente di un parco naturale "Campo dei Fiori" dal 1984 al 1991, oasi ecologica protetta da lui fortemente voluta e di cui è stato fondatore, per salvaguardare l’ambiente da consegnare alle future generazioni. Notevole è stato il riconoscimento pubblico riservatogli dai cittadini di Luvinate per tutte le iniziative ed opere messe in atto da Emilio per far crescere la comunità, nel periodo in cui è stato amministratore.
Ai funerali non è mancata la presenza di diversi Sindaci e autorità militari, come pure dei bambini della scuola materna ed elementare, che hanno richiamato, con brevi ma significativi interventi, lo stile di Emilio nello svolgere il servizio di amministratore, con le parole quali: competenza, dedizione, giustizia, carità, lealtà, umiltà, ricerca della condivisione.
Commovente e bella l’idea di mettere sulla sua salma il libro della Liturgia delle Ore aperto sul giorno della festa di Cristo Re, con l’immagine del prof. Lazzati e del Crocefisso di S. Salvatore. Vale per lui la parola dell’apostolo Paolo che abbiamo ascoltato nella S. Messa delle esequie:“Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l'imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza”.
Nell’omelia ai funerali, il Vescovo Mons. Giovanni Giudici più di una volta ha evidenziato che il cuore dell’esistenza di Emilio, secondo la sua vocazione, nella forma del celibato per il regno, è stato l’amore da e per il Signore, conseguentemente ridonato ai fratelli, senza distinzioni, nelle diverse attività.