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Giuseppe Colombo

Giuseppe Colombo

Lecco 18 dicembre 1916 – 1952 - Lecco 2 agosto 2016

Per tutti era il maestro Colombo, come dire che quella professione era la sua vita, espressione che ci rimanda infatti ai tempi nei quali le persone nel proprio ambiente sociale erano identificate soprattutto per il lavoro e il ruolo sociale svolto. Questa consuetudine nascondeva forse un’altra convinzione: l’idea, cioè, che la professione avesse una tale dignità da poter rappresentare e modellare una persona.
Giuseppe era un grande appassionato di alpinismo e potremmo dire che per lui questa passione era unita all'insegnamento, infatti la montagna è una grande scuola di vita, scuola di sacrificio e di pazienza, palestra del corpo e dello spirito.
Giuseppe è stato fondatore dello Sci Club Resegone ed era socio benemerito della Società Escursionisti Lecchesi, SEL, nella quale si distinse per anni come il più anziano nella scalata della famosa montagna lecchese chiamata Resegone; raccontava che quando era insegnante salì oltre cento volte con i suoi "scolari", come lui usava chiamarli, sul Resegone; neppure la frattura del femore lo fermò, quando si fu ristabilito, nel 2010 tornò ancora in cima all’amato Resegone.
Giuseppe può essere definito una guida, sia per la devozione con la quale esercitò la sua professione ma anche sulle sue amate montagne. A Courmayeur aveva un punto di riferimento per tutta la famiglia, dove trascorreva periodi di vacanza e conosceva molto bene i ghiacciai del Monte Bianco.
Conosciutissimo nella sua città, era stato per più di 40 anni insegnante delle scuole elementari, ha lasciato il ricordo di una vita dedicata all'educazione, alla formazione delle nuove generazioni, sempre animato da una coerente e coraggiosa testimonianza di vita cristiana.
Persona tutta di un pezzo, integerrima, di fede incrollabile, rigidissimo con se stesso, ma caritatevole con gli altri, infaticabile, resistentissimo, tenace sino alla testardaggine.
Era solito annotare mese per mese tutte le spese del giorno descritte con meticolosità sino all’ultimo centesimo; sembrerebbe la pratica di un incorreggibile avaro ma, in realtà era il metodo per contenere le sue necessità all'essenziale e così poter donare il resto a chi era nel bisogno. I suoi ex alunni hanno detto di lui: «Ricordiamo il viaggio a Roma da Papa Wojtyla nel 1982, anno della sua pensione, con la consegna della sua liquidazione per i bambini che muoiono di fame. Per noi che l’abbiamo stimato e amato rimane una persona unica con un posto speciale nel nostro cuore»; a testimonianza di questa esperienza, nella sua casa erano ben visibili varie fotografie di gruppo con il Papa.
Giuseppe era stato insignito della civica benemerenza del Comune di Lecco nel 1982.