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Carlo Cricchi

Cricchi

L'Aquila 25 gennaio 1923 – 1957 - L'Aquila 24 giugno 2007

Domenica 25 giugno 2007 il Signore ha chiamato a sé il caro fratello Carlo Cricchi. La sua morte è stata improvvisa; avevo parlato con lui per telefono il venerdì, mi aveva chiamato per rinviare il nostro incontro programmato per il sabato 24. Certamente c’erano dei problemi di salute ma Carlo era tranquillo e nel suo discorrere, pacato e disteso come al solito, non ha mostrato nessuna preoccupazione che potesse far pensare ad un pericolo imminente. Invece il Signore ha disposto diversamente e all’improvviso, ma con grande discrezione, così come discreto e sobrio era Carlo, lo ha preso con sé.
Carlo era nato a L’Aquila il 25 gennaio 1923 ed in questa città ha trascorso la maggior parte della sua vita. Quando lo si andava a trovare nella sua casa in pieno centro dell’Aquila si percepiva che Carlo, sia personalmente, che per storia familiare, aveva delle radici profondamente radicate in questa città.
La sua formazione è stata di tipo umanistico e giuridico: si era laureato a Roma in giurisprudenza prima ed in teologia poi prendendo il Baccellierato presso l’Ateneo S. Anselmo di Roma. Questi due titoli di studio segnalano due caratteristiche della sua personalità: l’interesse per le attività umane, che lo porterà ad esercitare a lungo la professione di notaio e una sensibilità di tipo contemplativo, che lo ha reso attento all’esperienza ed alla spiritualità benedettina. Con Carlo era facile parlare anche a lungo sui più diversi argomenti, discorreva con grande calma ed in questo mostrava queste sue caratteristiche.
La professione di notaio, esercitata prima in provincia ed in seguito nel capoluogo stesso, lo ha portato ad essere presidente dei notai della provincia dell’Aquila. Contemporaneamente, però, non ha trascurato altri impegni; per lunghi anni Carlo ha fatto parte del “Movimento Laureati” di Azione Cattolica, ricoprendo anche incarichi di responsabilità a livello locale. In Azione Cattolica è stato anche Presidente diocesano.
All’Istituto era approdato nel 1953 anno in cui aveva preso i primi contatti ed era stato ammesso all’aspirantato, nel 1957 ha emesso i primi voti. Successivamente per l’Istituto ha seguito, per un certo periodo, la formazione teologica degli aspiranti facendo valere in questo servizio gli studi di Teologia. Il suo percorso nell’Istituto è stato ricco ma anche travagliato. Dopo diversi anni di Istituto decide di uscire, ma successivamente riallaccia i rapporti e chiede di essere riammesso. Nel 1986 emette nuovamente i primi voti seguiti nel 1996 dai voti perpetui. Questa vicenda ha certamente comportato per lui un notevole travaglio. La riammissione nell’Istituto, forse inattesa, porta con sé la gioia di sentirsi riaccolto dal Signore e dai fratelli. In una lettera scrive “sono veramente come uno che si sente nuovamente nella sua casa”. Al Presidente generale il 7 ottobre 1986 nella domanda di riammissione nell’Istituto scrive: “…sento sempre…una viva attrazione per una “dimensione contemplativa”, ma nello stesso tempo mi sento attirato…verso una contemplazione vissuta “nelle strade”, un “deserto nella città”, una interiore “solitudine in mezzo alla gente”.
Negli ultimi anni le condizioni di salute lo avevano bloccato a L’Aquila e da tempo non poteva più frequentare i nostri incontri; però la sua vicinanza, l’interesse e l’affetto per l’Istituto erano rimasti inalterati. Chiedeva notizie e si informava delle varie situazioni. Negli ultimi mesi gli avevo chiesto di pregare per i giovani della nostra Comunità, ora nella “contemplazione” del Padre svolge questo compito in maniera ancora più efficace.
“… Quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è…” 1 Gv 3,2