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Carmelo D'Angeli

D'Angeli

Gela (Caltanissetta) 29 luglio 1938 - 1973 - Gela 22 aprile 2001

In Sicilia era il baluardo vivo e dinamico dell’Istituto, ma era anche l’animatore dei giovani, il sostegno degli ammalati, l’aiuto concreto per i poveri. E tutto faceva con semplicità e saggezza, sempre con grande cuore.
Aveva uno spiccato senso della fraternità, infatti desiderava fortemente incontrare i fratelli siciliani due volte al mese nonostante le distanze proibitive. Carmelo considerava anche gli spostamenti in auto con gli amici dell'Istituto un momento di condivisione e di vita fraterna, per questo motivo percorrevano lunghe distanze, per la festa di Cristo Re oppure per gli Esercizi all'Eremo, in automobile.
Quante centinaia di chilometri ha percorso con la sua Opel Vectra per raggiungere, nei posti più disparati della Sicilia, giovani sensibili al problema vocazionale che gli venivano segnalati. E prima di mettersi in viaggio chiamava Enzo e Salvatore per chiedere di accompagnarlo con la preghiera.
Sovente dalle sue labbra scaturivano queste preghiere freccia: “Signore benedici questo piccolo gregge!”; e ultimamente pregava così: “Signore tu conosci le persone che già nel tuo progetto fanno parte dell’Istituto, aiutaci ad incontrarle!”.
Ad un certo punto la preghiera di Carmelo aveva raggiunto la massima intensità, aveva corrisposto generosamente alle grazie che Gesù gli ha dato; l’intensità della sua preghiera non era più terrena e non era più contenibile in una esperienza umana, ormai la pressione che la sua preghiera esercitava sul cielo era divenuta troppo forte… e Carmelo avrà detto… adesso salgo su… vicino al Signore… perché da lì potrò fare di più.