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Guido Finoli

Finoli

Milano 21 dicembre 1912 – 1946 - Locate Varesino (CO) 23 giugno 2000

La sua professione di ragioniere, esercitata con zelo presso la sede centrale della Cassa di Risparmio, fu per un certo periodo messa a disposizione nella conduzione economica dell'Istituto. Non fu mai l'Amministratore facente parte del Consiglio ma ne esercitò le funzioni con umiltà e competenza, lasciando ad altri il ruolo ufficiale. Tra i colleghi della Cassa di Risparmio era considerato un "santo" e ricorrevano a lui per consigli di ogni genere.
In gioventù aveva appartenuto all'Azione Cattolica nella sua Parrocchia milanese di S. Maria del Suffragio e aveva anche collaborato con il Centro Diocesano per gli aspetti amministrativi.
Tutti i suoi familiari vivevano in provincia di Varese e casa Finoli era il vero Oratorio educativo dei ragazzi; Guido fu una vera guida, portò alcuni verso l'associazionismo cattolico, ad altri offrì la direzione spirituale e per qualcuno indicò la strada dell'Istituto.
Si deve a lui se nel 1948 l'Istituto ebbe la prima sede, la famosa "Villa San Benedetto" era infatti di proprietà della sua famiglia, venne usata fino al 1963 come sede feriale di un Pensionato per giovani lavoratori e la sede festiva dei nostri incontri.
Guido era uomo di poche parole ma capace di validi e concreti modi di servizio al prossimo. Per molti anni prestò la sua fraterna assistenza durante la malattia della sorella Bice ma si occupò anche di tutta la sua famiglia, compresi i nipoti per i quali era un punto di riferimento. Ciò è stato ben espresso ai suoi funerali dal cugino Mons. Giorgio Colombo che lo ha presentato come membro di tre famiglie: la naturale, quella dell'Azione Cattolica e quella dell'Istituto.
Quando, ormai ottantenne, lasciò definitivamente Milano e cominciò a partecipare agli incontri del gruppo di Varese, la sua indole silenziosa sembrò accentuarsi ma il clima fraterno gli consentì, in breve tempo, di appassionarsi come non mai e vivere con gioia e partecipazione agli impegni della comunità. l suoi contributi furono pressoché sempre di carattere spirituale essendo uomo di molta preghiera: il sacrestano di Locate V. lo considerava un po' il custode della Chiesa per le diverse ore di adorazione pomeridiane.