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Giuseppe Fontana

Giuseppe Fontana

Piacenza 15 febbraio 1920 – 1961 - Piacenza 19 luglio 2007

Giuseppe ma per tutti "Beppe" consegue il diploma di Geometra nel 1939 e il diploma di maturità scientifica nel 1940. Aveva anche compiuto un biennio di studi di Ingegneria ma dovette abbandonare per motivi di salute. Svolse la professione di geometra, come libero professionista, in Piacenza; nel lavoro come nella vita, era estremamente preciso e rigoroso.
Aderì con passione all’Azione Cattolica, divenendone Presidente diocesano; partecipò attivamente anche ad altre associazioni presenti nella Diocesi.
Visse la sua appartenenza all’Istituto in modo intenso. In occasione di una festa di Cristo Re (1988) cui non poté partecipare, scrisse al Presidente generale: "Desidero dirti la mia spirituale partecipazione, il mio unirmi a voi tutti nella preghiera nel rinnovo dell'impegno che la consacrazione a Cristo Re nell'Istituto comporta, tenuto conto della particolare situazione in cui mi trovo in questa fase ormai inoltrata della mia vita, senza rinunce e malinconie, con realismo accettando i limiti sempre più pressanti che mi condizionano...";
La celebrazione della S. Messa nelle esequie è stata presieduta dal suo padre spirituale e primo parroco, che ne ha ricordato il rigore che lo caratterizzava nella fedeltà alla preghiera quotidiana, così come il suo continuo sforzo a tradurre le virtù evangeliche, e la povertà in particolare, nella sua vita e nella sua professione. Al termine della celebrazione ha preso la parola un sacerdote concelebrante, che si è detto suo figlio spirituale e che deve a Beppe il proprio cammino vocazionale; con parole commosse, ha anche ricordato che nel suo penultimo incontro, si è sentito rivolgere queste parole: “Ti raccomando di essere sempre innamorato di Gesù Cristo”.
Beppe ha vissuto una sobrietà di vita che in alcune espressioni poteva sembrare fin eccessiva; come molti di noi sanno, questa sobrietà severa ha caratterizzato gli inizi del nostro Istituto. Gli anni che ne sono seguiti hanno potuto farci comprendere sempre meglio il senso della nostra povertà da viversi nel mondo, ma corriamo il rischio che a tale consapevolezza non corrisponda la capacità di saper vivere la povertà in modo concreto ed esigente.