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Egidio Negrini

Negrini

Baggio (Milano) 9 aprile 1915 – 1948 – Milano 15 maggio 1993

Non è facile parlare di lui nella poliedricità delle sue occupazioni: dall’apostolato alla politica; dall’impegno nel sociale alla assistenza; sempre disponibile per chi avesse bisogno, chiunque fosse bianco, nero o rosso. La mattina che ha preceduto il suo ricovero ospedaliero, è stato impegnato a svolgere una pratica per una persona, perciò ha rimandato al giorno dopo quanto il medico gli aveva prescritto con urgenza.
Nato da famiglia di modesti lavoratori, come ha detto Mons. Moretti nell’omelia del funerale, fu attivo in Azione Cattolica ed in oratorio per la educazione cristiana dei coetanei; il giovane vivace e pio non sfuggì allo sguardo attento del compianto Luigi Dossi che gli propose un intenso apostolato in mezzo ai compagni di lavoro: diventare santo, ma non da solo!
Così, su una aspirazione alla presenza nell’ambiente di lavoro per un apostolato cristiano, si innestano delle idee-forza che lo guideranno per tutta la vita:
- Essere tutto di Dio per essere tutto degli altri: accettazione cordiale della Sua volontà; qualunque essa sia.
- Essere come gli altri, ma non al punto di non poterne cogliere la differenza: “sale della terra, lampada sul lucerniere”.
- Costruire con gli altri la città secondo Dio.
La esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi di Papa Paolo VI al n. 70 recita: “I laici, che la loro vocazione specifica pone in mezzo al mondo e alla guida dei più svariati compiti temporali, devono esercitare con ciò stesso una forma singolare, di evangelizzazione".
Così, si impegna nel suo ambiente, tanto che, immediatamente dopo la guerra ebbe un incontro con la signorina Giuseppina Tuissi (Gianna), partigiana (sorella della Sig.ra Rosanna), a proposito del “tesoro di Dongo”. Qualcuno li ha visti e, racconta Egidio: “Dopo un anno incominciai a trovare nel mio armadietto alla Borletti dei biglietti: stai attento, abbandona la tua attività politica… altrimenti farai la fine della Gianna... Passarono i mesi finché il 26 novembre 1946, sempre in Borletti, mi circondarono sei persone che cominciarono a picchiarmi. Caddi a terra e ricevetti una scarpata in uno zigomo. Ricordo che uno di quelli che mi aggredirono disse che occorreva darmi il colpo di grazia, ma un altro rispose: “Scappiamo... sembra già morto”. Rimasi assente dal lavoro per tre mesi”.
Era segretario politico del partito della DC. A un certo momento, io stesso gli ho proposto di lasciare il posto ad altri. La risposta fu: “Adesso che è pericoloso questo posto, dovrei lasciare il rischio magari a qualche padre di famiglia? Fino a che mi lasciano ci sto io”. Anche se questo fatto poteva dare a qualcuno l’impressione di essere attaccato alla carica, preferiva portare lui il rischio.
Nel 1976 partecipò con una comunicazione al Convegno ecclesiale “Evangelizzazione e promozione umana” e qui ebbe occasione di esporre quelle idee-forza che lo hanno sempre animato: “[Il cristiano] deve andare in prima linea ad affermare che: non l’uomo è fatto per la FIAT, per l’ALFA ROMEO, per la INNOCENTI, ma è la FIAT, l’ALFA ROMEO, la INNOCENTI che sono fatti per l’uomo. Che non è l’uomo fatto per il capitale, ma il capitale per l’uomo”. Queste idee e la incorruttibilità gli sono costate la carriera: è rimasto operaio sino alla pensione, nonostante le proposte più volte ricevute pur di allentare le sue posizioni. Infatti fra i membri del Consiglio di fabbrica, ogni tanto piovevano promozioni dell’Azienda.
Si è dato da fare anche perché i lavoratori avessero la casa, specie le nuove famiglie, l’aiuto e l’assistenza per le persone bisognose. Nel Consiglio pastorale parrocchiale, è stato zelante per tenere vivo il discorso sociale. Questo, anche a livello decanale. Ma il suo zelo apostolico non si esauriva nella testimonianza e nel “dare giustificazione della propria speranza” (cfr. 1Pt. 3,15), si è concretizzato anche nella realizzazione del presepio, che nella sessantina di quadri, raffigura tutta la storia della salvezza. Opera non solo artistica per le sue miniature, alcune delle quali veramente perfette, ma anche geniale strumento di catechesi.