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Carlo Prestini

Prestini

Milano 6 agosto 1928 – 1955 - Borgomanero 16 settembre 2001

Nato a Milano il 6 agosto 1928 conobbe nella sua adolescenza tutti i disagi dell’ultima guerra: la casa dove abitava a Milano fu distrutta dai bombardamenti e con la famiglia – una famiglia numerosa – fu costretto a riprendere gli studi a Lodi, che non ebbe modo di concludere oltre la licenza ginnasiale, perché aveva necessità di trovare un lavoro. Nel 1946, tornato a Milano, fu assunto alla Camera di Commercio.
Nel 1949, Franco Carcano e Armando gli parlano dell’Istituto e più tardi Ettore Oltrabella lo incoraggiò a prendere una decisione. Un anno dopo, rinunciando ad una ventilata carriera professionale, fu invitato ad assumere la Segreteria della Gioventù Cattolica Italiana (GIAC) della Diocesi di Milano, una organizzazione che contava 34 mila tesserati, diffusi in quasi 1000 parrocchie. Qui espresse largamente le sue doti e le sue capacità organizzative con una personalità che si impose all’attenzione del mondo cattolico ambrosiano.
Nel febbraio 1951 iniziò il probandato e alla festa di Cristo Re dello stesso anno entrò in aspirantato sotto la guida di Enrico Camurati e poi di Luigi Dossi. Nell’ottobre del 1955 fu ammesso all’Istituto come professo. Nel giugno 1958 lasciava la GIAC avendo raggiunto i trent’anni ma venne chiamato dal delegato arcivescovile per l’AC diocesana, don Enrico Manfredini, poi vescovo di Piacenza e da Giancarlo Brasca presidente dell’AC ambrosiana alla Segreteria della Giunta Diocesana di Azione Cattolica e anche qui si fece notare per la sua spiccata professionalità, per il grande lavoro svolto con disinteresse, con silenziosa fattività che lasciava ad altri raccogliere le benemerenze.
Nel giugno 1964 assume la direzione e la conduzione del Pensionato Lavoratori e Studenti, che offriva a giovani una ospitalità accessibile in una Milano dove non era (e non è) facile trovare accoglienza. E non sono pochi coloro che ricordano il consiglio e l’aiuto, concreto e nascosto, da lui ricevuto. Qualche anno dopo si impegna anche per il Collegio d’Oltremare, una istituzione voluta dall’Arcivescovo Cardinale Giovanni Battista Montini, che accoglieva, con borse di studio, giovani universitari, provenienti dall’Asia e dall’Africa. Il Collegio era presieduto dal Prof. Giuseppe Lazzati e dal Dott. Marcello Candia e preziosa per loro fu la collaborazione avuta.
Nel 1967 si occupò della Segreteria Generale dell’Istituto, e nel luglio del 1970 fu confermato ufficialmente nella carica.
Nel settembre del 1970 collabora al 1° Congresso Mondiale degli Istituti Secolari aiutando Armando nell’organizzazione dello storico avvenimento. Prima degli anni ’90 si conclude il suo lungo impegno nella Segreteria dell’Istituto.
Nel corso di tutti quegli anni – è da sottolineare - aveva continuato a dare spazio alle sue attenzioni per l’Azione Cattolica Diocesana. Soltanto nel 1991 rallenta la sua diuturna attività, a causa della salute che da tempo lo ostacolava, pur offrendo il supporto delle sue capacità. Nel 1995 si ritira a Lesa, con l’anziana mamma e con due sorelle. Il 20 settembre 2001, segnato dalla malattia che da anni lo affliggeva, e che lui superava con vissuto sacrificio, conclude una vita di esemplare testimonianza, di lavoro altamente competente e certamente virtuoso.
E per chi desidera conoscere più profondamente quale fu l’itinerario percorso da Carlo rimandiamo al Dossier Lazzati n. 20, dove lui stesso riscrive esaurientemente “Il cammino storico dell’Istituto” con la sua stessa mano sorretta da una proverbiale memoria.