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Gaetano Pulga

Pulga

Paderno Dugnano (MI) 12 maggio 1930 – 1959 - Vizzolo Predabissi 3 gennaio 2011

Si è concluso lunedì 3 gennaio l’ultimo terreno tratto di strada di Gaetano, iniziato il 16 dicembre scorso, quando, trovato in stato di semicoscienza nella sua cameretta, si era reso necessario il ricovero. Per il sacerdote e per un’infermiera, che era stata all’eremo S.Salvatore, mi chiede qualche libretto su Lazzati. Mi confida di aver capito “cosa significa vivere la povertà, al di là degli aspetti economici, trasportato nel giro di quindici giorni da una parte all’altra e senza alcun vestito personale addosso”. Ha tra le mani il rosario che gli ha portato la nipote, il giorno prima. Fa fatica a parlare e io a comprenderlo. Riesce in ogni caso ad indicarmi quali libretti su Lazzati, tra quelli che ho portato, lasciargli sul comodino. Scrivendo su un pezzo di carta, capisco che vuole sapere qualcosa sul lavoro di revisione delle Costituzioni e lo aggiorno sull’argomento. Prima di lasciarci mi fa segno che ci vuole pazienza.
Gaetano era nato a Paderno Dugnano il 12 maggio1930 da famiglia di origini ferraresi. Aveva una sorella maggiore, che risiede, tuttora, in Liguria e un fratello minore di 10 anni, Luigi. Emise i primi voti il 25 ottobre 1959 ed i voti perpetui 21 novembre 1970. Come tanti di noi, anch’io ho avuto modo di conoscere Gaetano già negli anni dell’aspirantato. Mi dissero: “E’ l’autista del Professore, lo accompagna alle conferenze, agli incontri, ai ritiri all’Eremo”. Anche dopo la morte di Giuseppe Lazzati, per alcuni anni continuò a frequentare gli aspiranti negli esercizi e nelle vacanze estive. Abbiamo avuto così la possibilità di conoscere la sua passione per la montagna e per il canto dei cori di montagna.
Aveva inizialmente lavorato come operaio alla Stipel addetto alle linee telefoniche; successivamente (ricordo da una sua testimonianza “dopo aver chiesto consiglio al Professore”) aveva cambiato lavoro, svolgendo il ruolo di rappresentante per conto della piccola ditta di sua sorella che produceva artigianalmente capi d’abbigliamento di una certa qualità ed anche per un’ altra società di moda. Sicuramente la professione ha affinato il suo modo di relazionarsi agli altri, di porsi, di ascoltare, di fare attenzione, di rispettare l’altro. Spesso, ci raccontava, per meglio dar dimostrazione del pregio dei suoi prodotti, portava con sè un’indossatrice. Allora diceva, “ho sempre cercato di dare ampio spazio alla preghiera all’inizio della giornata per affrontare la vita quotidiana con tutte le difficoltà che può presentare”. Già da qui emerge la profondità spirituale di Gaetano, la preghiera per lui era punto fermo della sua consacrazione secolare. Preghiera che nel tempo si è sempre più dilatata.
Non da meno Gaetano ha esercitato la carità. Con Renato è stato due settimane in Friuli dopo il terremoto del 1976 per dare una mano e successivamente ospitò a casa sua, per un intero inverno, una famiglia del Friuli, trasferendosi lui, provvisoriamente, in via Stradella. Tra l’altro, mi ha riferito il fratello, la sua casa composta di due locali l’aveva ottenuta scambiando la sua precedente abitazione di tre locali, nello stesso stabile, con una famiglia numerosa. Fino a quando ha potuto guidare l’automobile, non mancava di fornire alimenti ed indumenti alla comunità di Fratel Ettore e alle comunità religiose.
Non possiamo dimenticare la sua vicinanza concreta ai fratelli dell’Istituto, l’assistenza a Erminio Colnaghi, la compagnia a Giulio Somarè quando risiedeva a Desio, tanti altri servizi e i tre anni trascorsi come direttore all’Eremo San Salvatore sopra Erba prima dell’ultima ristrutturazione.
Si interessava anche dei problemi della sua città: è stato componente della commissione sociale nel suo comune e membro del consiglio di amministrazione dell’Ente Morale per la gestione di una scuola materna. Non minore l’impegno nelle Acli di Cusano.
Molto vivo poi in Gaetano l’amore per la Chiesa, che si è concretizzato in alcuni specifici servizi come presidente di plaga (decanato) di Bresso per l’Azione Cattolica, membro del consiglio pastorale parrocchiale e diocesano con nomina dell’Arcivescovo Martini, membro del Gruppo Istituti Secolari diocesano. Ci teneva poi, quando poteva, in occasione di alcune solennità, a partecipare alla S. Messa pontificale in duomo a Milano, per ascoltare alla fonte l’omelia del suo Arcivescovo.
Nell’autunno 2006 Gaetano percepisce il venir meno delle forze. Ad una aritmia al cuore si aggiungono alcuni cenni di tremolio, anticipazione del morbo di Parkinson. Si susseguono brevi ricoveri, un intervento chirurgico. Nel 2007 riesce a fatica a partecipare alla settimana estiva e alla Festa di Cristo Re. Nell’aprile 2008, dopo aver tentato alcune soluzioni, non soddisfacenti, per rendere possibile la permanenza nella propria casa, decide di ritirarsi nella residenza per anziani di Bresso (intitolata a Luigi Strada). Anche in questa scelta di distacco dalle sue cose, dalla sua casa, vedo, oltre il desiderio di “non disturbare gli altri”, il voler prepararsi all’incontro definitivo con il suo Signore.
Nella casa per anziani, Gaetano partecipa e sostiene le iniziative comunitarie, ricreative e di preghiera comune. Ampio spazio lo riserva alla preghiera personale, che come accennavo sopra, qui non ha confini. Chi è stato a fargli visita, frequentemente lo ritrovava in cappellina. Durante il periodo trascorso nella casa di riposo ha anche frequentato corsi esterni dell’università della terza età: si aggiornava sui fatti quotidiani leggendo il giornale, testi di spiritualità, soffriva per le vicende, non limpide, che qualche volta hanno coinvolto la Chiesa. Di tutto questo mi rendeva partecipe quando ci incontravamo. L’intervento al cuore, svoltosi in giugno, per attenuare l’aritmia al cuore, ha marcato un lento declino della sua salute. Grazie Gaetano per aver vissuto fino in fondo la vocazione della consacrazione secolare.