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Alfredo Ildefonso Schuster

Alfredo Ildefonso Schuster

 

Nasce a Roma il 18 gennaio 1880, nel 1898 diviene benedettino cassinese, è ordinato sacerdote nel 1904, abate di San Paolo fuori le Mura nel 1918 e Arcivescovo di Milano nel 1929.
Concluse la sua laboriosa esistenza terrena il 30 agosto 1954, presso il seminario di Venegono, da lui fatto costruire come un'abbazia in cima ad un colle; fu proclamato beato il 12 maggio 1996.
Il Card. Schuster fu per il gruppo fondatore dell'Istituto un prezioso e indispensabile sostenitore, per questo motivo gli è stato legittimamente attribuito il titolo di "padre dell'Istituto".
Scriveva Lazzati nel 1954:"Quando nel lontano 1938, mi rivolsi a Lui non senza trepidazione per quelle che potevano essere le Sue decisioni, sentii in Lui, una comprensione così viva ed affettuosa, così paterna, che subito ne fui preso ed alla trepidazione si sostituì un senso di sicurezza: un Padre ci aveva preso per mano e ci avrebbe guidati. "Bisogna fare qualcosa - mi disse - studia la forma e riferiscimi". Non un Padre che imponga un suo disegno precostituito, ma che vuole i figlioli facciano da sé e solo li anima col consiglio esperto e sapiente e li sorveglia perché non facciano errori".
Le linee progettuali che Schuster chiedeva erano già presenti in Lazzati, che si premurò di presentarle al Cardinale il 5 giugno. L’Arcivescovo lesse con attenzione la bozza di statuto proposta e così paternamente commentava: "Benedico con tutto l’affetto questa santa iniziativa. La si metta pure in esecuzione. Raccomandiamo tuttavia che, sopra l’ingranaggio delle regole, si curi l’ottimo spirito".
Schuster seguì con attenzione i primi passi del nuovo Sodalizio e il 1 febbraio 1943 ricevette in udienza tutti i suoi membri: 9 professi e 18 aspiranti. In quella occasione Lazzati consegnò una dettagliata relazione sulla vita dei primi anni e gli impegni di lavoro e apostolato dei singoli sodali, che vogliono così servire la Chiesa. Conforme al peculiare stile monastico, sintetico ed essenziale, il beato Arcivescovo approva la relazione ponendo in calce queste parole: "Scopo del sodalizio, più che opere nuove, vuole essere il lievito nuovo che la donna evangelica nascostamente impasta finché la massa non sia tutta lievitata".
È a questa Sua immediata comprensione, a questa Paternità, così atta a far sentire che cosa sia quella di Dio, che noi dobbiamo il nostro nascere, il nostro svilupparsi progressivo nella ricerca della nostra strada fino al suggellarsi della Sua benevolenza e fiducia nell'atto con cui il 1° maggio 1952 volle, con la Sua autorità di Vescovo, erigere in forma canonica il nostro Istituto.