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Giulio Taborelli

Giulio Taborelli

Mariano Comense (CO) 5 gennaio 1909 – 1939 - Mariano Comense 5 luglio 1995

Ancora giovanissimo, era l'anno 1926, fu invitato da Bernocchi, allora propagandista dell’Azione Cattolica giovanile di Milano, a frequentare la Federazione milanese della Gioventù cattolica e così conobbe tanti personaggi "importanti" della Chiesa Ambrosiana: Padre Gemelli, Armida Barelli, Mons. Olgiati, don Ettore, Giuseppe Lazzati e tanti altri. L’impegno principale, che si chiedeva ai giovani di Azione Cattolica di allora, era quello dell’apostolato e Giulio, questo impegno, lo ha vissuto seriamente.
Suo confessore era allora Padre Genesio, Cappuccino del Convento di viale Piave, a Milano, guida di molti giovani e animatore di un cenacolo di spiritualità che godeva di una grande fama, perché proponeva di vivere in radicalità gli impegni del battesimo.
Giulio, in mezzo, a tutte queste persone, che hanno aiutato a fare la storia della Chiesa ambrosiana di quegli anni, si è trovato bene, tanto bene, che ancora giovanissimo, invitato ad entrare nell’Istituto secolare della Regalità, non esitò ad accettare.
Nel suo paese natale, Mariano Comense, alcuni anziani lo ricordano bene per il suo impegno in parrocchia e in particolare come fondatore e animatore di una associazione, "La Perseveranza", che aveva come scopo di portare i giovani a Galliano, dai Padri Barnabiti, o a Triuggio dai Padri Gesuiti, per Ritiri e corsi di Esercizi spirituali, in quest’opera Giulio ha profuso le sue fatiche per molti anni e ha lasciato un segno ancora visibile.
Un’altra attività a lui molto cara era quella delle "Tre Sere", sul tema "Forti e Puri", che organizzava con don Ettore Pozzoni e con Lazzati nelle parrocchie della zona di cui era il cosiddetto propagandista di Azione Cattolica.
Giulio coprì molte cariche nella sua città, negli anni cinquanta fu presidente dell’Ospedale, consigliere comunale e poi assessore all’Assistenza, sempre con vero spirito di servizio, questo è stato riconosciuto dal Comune della sua città, includendolo tra i cittadini benemeriti.